martedì 29 luglio 2008

DAY 9, Sabato 26 luglio: I semi dei Sami

La notte trascorsa nel parcheggio di Nordkapp non è delle più agevoli; il vento soffia imperterrito tanto da far continuamente ondeggiare la macchina per tutta la notte, e al nostro fianco sembrava di avere un paio di pinguini, anche loro col cappotto. Doppia maglietta, felpa, pile e sacco a pelo sono appena sufficienti a permettere di dormire, alimentati dalla speranza di trovare al risveglio un panorama che valga questa piccola sofferenza. Al risveglio, 6°C e qualcosa sembra intravedersi sotto i soliti nuvoloni. Attendiamo l'apertura del centro commerciale prevista per le 9, dopodiché possiamo scendere dalla macchina. Per prima cosa scopriamo che il centro apre alle 11 e non alle 9 (chissà perché ci eravamo fissati questa cosa...), così non potendo fare una sosta al caldo, usciamo subito sulla falesia. Rispetto alla sera precedente effettivamente qualcosa si riesce a vedere, anche se non molto, ma c'è di buono che non c'è la ressa di turisti della sera precedente. Scattiamo qualche foto appena in tempo prima che le nuvole tornino ad occupare il paesaggio, e ormai possiamo, non senza qualche rammarico, lasciare il punto più a Nord del nostro viaggio e iniziare la fase discendente. La discesa ripercorre almeno inizialmente il percorso dell'andata, riattraversando tutta l'isola di Mageroya (oggi attenzione ai branchi di renne che spesso si parano nel bel mezzo della strada, d'altronde siamo sempre a casa loro !!!) ed arrivando nuovamente ad Honningsvag. Qui facciamo una piccola sosta per la colazione di rito (qualcosa di caldo dopo la notte ci vuole) e per una breve visita alla chiesa della cittadina, unica costruzione resistita ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Dopo questa piccola parentesi culturale torniamo in marcia, continuando ad allontanarci dal Nord; anche oggi la strada non offre numerose “tentazioni”, solo qualche piccola spiaggia di sabbia bianchissima si apre di tanto in tanto ed è una scusa per una breve sosta, e fino a Lakselv proseguiamo piuttosto filati. Qui ci fermiamo per il pranzo (anche oggi corroborante insalatona dell'ormai affezionato supermercato ICA, dopo aver provato invano a farci cucinare delle polpette direttamente al supermercato...), facciamo qualche provvista (uno strano barattolo di yogurt da 1 kg, che tra l'altro non era neanche nel banco frigo...) e ripartiamo poco dopo visto che la cittadina è anche qua animata dalla solita smania norvegese per il commercio. Da Lakselv, una settantina di chilometri ci separano da Karasjok, ultimo borgo norvegese dal nome “russeggiante” prima delle frontiera finlandese. A Karasjok ci imbattiamo nella cultura Sami, visitando il “Sapmi Park”. Questo parco presenta prima un breve filmato sulla storia del popolo Sami e delle sue origini, poi una simpatica signorina agghindata in abiti tradizionali ci guida attraverso una ricostruzione delle diverse parti di un villaggio, con tanto di prova di lancio del lazo. Riempiti anche da questa badilata di cultura autoctona, ci si presenta l'annoso dilemma di come trascorrere la notte: varcare il confine e spostarsi in Finlandia, o restare ancora per una notte in terra di Norvegia...? Poiché non troviamo una sistemazione che ci aggrada da questa parte del confine, decidiamo di salutare per ora il popolo norvegese e lanciarci alla scoperta del territorio finnico, percorrendo i pochi chilometri che ci separano dal confine (che corre nel bel mezzo del fiume Teno) ed arrivando al minuscolo villaggio di Karingasniemi. Qui puntiamo dritti e decisi al campeggio Tenorinne, quasi sul confine e sulle rive del fiume Teno. Per la notte ci sistemiamo in un grazioso bungalow (stanotte cuscino e materasso), ma soprattutto possiamo concederci una rigenerante e abbondante doccia, e inoltre questa sera cuciniamo noi, essendo il campeggio dotato di cucina. Il menù prevede bisteccazze e wurstel, il tutto innaffiato da un'ottima birra Koff e una birra Sininen, tipicamente finlandesi (col ritorno all'euro anche i prezzi degli alcolici tornano abbordabili). Dopo cena ci ritiriamo nella nostra casetta per gustarci lo yogurt comprato nel pomeriggio e scopriamo che i dubbi nutriti sulla natura dello yogurt erano più che fondati: si tratta infatti di 1 kg di marmellata di fragole, per carità buonissima, ma non era certo quello che ci aspettavamo; poco male, abbiamo trovato approvvigionamento per le prossime colazioni/merende. In ogni caso la cena cucinata con le nostre stesse mani riporta un po' in alto il morale dopo la delusione consumata sul Grande Capo, prima di proseguire l'indomani alla scoperta della Lapponia finlandese.

Quesito del giorno: ma visto che in Finlandia le lancette dell'orologio sono spostate avanti di un'ora rispetto alla Norvegia, tecnicamente si parla di Sole di Mezzanotte...o Sole dell'una ?!?

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