
Dopo una placida e beata dormita (il comfort di un materasso e un cuscino si apprezza soprattutto quando manca da qualche giorno...), ci lanciamo verso Svolvaer, benché la guida dica che non c'è granché da vedere. Vero, solo Luco si fa tentare dale leccornie di una panetteria, che ci regala l'ennesima colazione da nababbbi: da oggi taglio alle spese sulle colazioni. Cerchiamo disperatamente qualcosa che valga la pena di essere fotografato per la cittadina, ma solo qualche angolo del porticciolo sembra essere adatto, per cui senza perdere troppo tempo ci mettiamo in moto. Oggi abbandoniamo le isole Lofoten e ci spostiamo sulle “sorelle”, le isole Vesteralen. Gli spostamenti oggi sono piuttosto lunghi, ma permettono comunque di ammirare il paesaggio circostante, nonostante oggi siamo immersi nelle nuvole e nella pioggia come il peggiore dei tapponi Dolomitici. Verso l'ora di pranzo giungiamo a Sortland, principale villaggio dell'isola di Langoy, dove cerchiamo di procacciarci il pranzo. Come tradizione norvegese, anche qui i supermercati abbondano, e riusciamo a trovare agilmente qualcosa che soddisfi le nostre papille; in pieno stile “Norway Take Away” pranziamo con delle ottime polpette di carne appena cucinate. Opzione da tenere presente anche per i prossimi giorni. Con lo stomaco pieno ripartiamo alla scoperta dell'isola di Langoy, passando da Myre e spingendosi fino a Nyxsund, un piccolo paesello di pescatori (non più di una decina di case) che da città fantasma sta piano piano riprendendo vita grazie alla volontà di un gruppo di volontari che col sudore della fronte sta recuperando quello che resta degli antichi fasti. Il paese è raggiungibile tramite una strada sterrata dove numerose pecore fanno compagnia ai lati della strada (e spesso non solo ai lati...), ed è pittorescamente arroccato ai margini dell'isola, in una posizione da cartolina e fortunatamente ancora lontano dalla grande massa turistica. Dopo questa sosta, giriamo il nostro fido ronzinante e ripercorriamo la strada nuovamente fino a Sortland, costeggiando il fiordo la cui acqua oggi pomeriggio risplende di un colore azzurro che sembra di essere al mare dei Caraibi....purtroppo per per rendersi conto di essere sopra al Cirolo Polare basta mettere il naso fuori dalla macchina, oggi 10° scarsi. Il nostro riavvicinamento alla terra ferma proosegue passando per Lodingen, sull'isola di Hinnoya, dove le poche attrazioni sono costituite dal porticciolo e dal faro sovrastante. Inoltre, essendo le 17 passate, il paese è morto e deserto... Poco male, avanti ancora con la cavalcata verso Nord, abbandonando le isole Vesteralen per ritornare sulla terra ferma ed iniziare a guardarci in giro alla caccia di un posto per la cena. Purtroppo i pochi paeselli che si incontrano lungo la strada non hanno niente da offire, così nonostante l'ora tarda per li orari di cena norvegesi decidiamo di spingerci fino a Narvik. Come volevasi dimostrare, vista l'ora non troviamo nulla che possa fare al caso nostro (a parte un paio di ristoranti italiani che evitiamo a prescindere e un chiosco di dubbia moralità sulla piazza centrale), così anche stasera saccheggiamo un supermercato. E siccome siamo molto attenti (?!?) ad una dieta equilibrata, stasera pesce...da consumare assolutamente nel nostro fido monolocale, che ci ospiterà anche per la notte. Domani continua la scalata al grande Nord.
Pensiero della sera: perché tutti i ristoranti italiani incontrati fin'ora vantano fra le specialità, oltre alle immancabili pizza e pasta, anche il kebab...?
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