venerdì 25 luglio 2008

DAY 2, Sabato 19 lugio: Napapijri

Dopo un risveglio tutto sommato agevole, e dopo avere “rassettato casa”, ci mettiamo in marcia alla vota di Mosjoen. Arrivati a destinazione, passeggiamo lungo la Sjogata (antico borgo di antiche case sul lungofiume, testimone del tempo che fu), e ci guardiamo in giro per trovare un posto per la colazione: il nulla. Gira e rigira, incappiamo in un locale gestito da una giovane pulzella di bella presenza, dove possiamo placare la nostra fame. Visto che la cittadina tarda il suo risveglio, ci rimettiamo in carreggiata alla volta di Mo I Rana, terza città del Nordland che sorge lambita dall'acqua dei fiordi. Qui consumiamo l'ormai tradizionale pranzo a base di pane e salmone, direttamente sul porticciolo (dove si affaccia un'enorme statua che ricorda tanto un'omino del calciobalilla...ah, l'ermetismo scultoreo norvegese) e passeggiamo fra le colorate casette lungo il porto e all'interno del paese. Da Mo I Rana ci si dirige poi verso il poco distante Ghiacciaio Svartisen. Per raggiungerlo un arzillo vecchietto effettua un servizio di traghetto per traversare il piccolo lago alle pendici del ghiacciaio, e da qui in circa 45 minuti di camminata fra fiumiciattoli e laghetti lungo l'antica morena si arriva ai piedi del maestoso ghiacciaio. Ritorniamo per la stessa via, e si prosegue...
Siccome l'ora di cena si avvicina (anche se per noi sarebbe l'ora della merenda), questa volta non ci facciamo cogliere impreparati ed iniziamo a guardarci in giro; peccato che le scelte non siano molte, visto che la strada che corre verso il grande Nord non ha molto da offrire fra le tappe principali, e la prossima è a 180 Km... Per fortuna ogni tanto si incontra qualche paesello (4 case di numero), ed in uno di questi ci fermiamo al Kafe (un po' l'equivalente dei nostri bar di paese, che qui servono anche pranzo e cena) a rifocillarci. Considerando la vita del luogo, siamo gli unici clienti, e per questa sera decidiamo di lanciarci su delle tipiche “Kjottkaker”, delle polpette con un nome ben più complicato accompagnate da patate, crema di piselli e immancabile marmellata...abbinamento opinabile. Pancia piena, e di nuovo in moto verso il Circolo Polare Artico. Ci si rende conto di esserci vicini perchè la vegetazione quasi d'improvviso scompare, e il fitto verde lascia spazio ad paesaggio quasi lunare, fino ad arrivare al tanto agoniato parallelo. Breve sosta per le foto di rito, e torniamo in carreggiata, con l'idea di iniziare a guardarci in giro alla ricerca di un giaciglio dove poter piantare la tenda. Nel frattempo proseguiamo verso Fauske, costeggiando lo Skjerstafjorden fra paesaggi bucolici; ci fermiamo in una ridente cittadina (Rognan) nella speranza di trovare un po' di vita, ma come al solito i paesi sono deserti... In compenso troviamo una superkitch sirenetta di legno posta su un palo in mezzo al porto (la famosissima sirenetta di Rognan). Dopo questo interessante episodio ci rimettiamo in marcia fino al raggiungimento di quello che ci può andare bene per la notte: ambiente tranquillo e rilassato, vista mare, libero subito. Aggiudicato.

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