venerdì 25 luglio 2008

DAY 3, Domenica 20 luglio: E' un paese per vecchi

La notte in tenda è trascorsa in maniera dignitosa, rovinata solo dalla visita di qualche volatile che ha provocato un risveglio anticipato e lasciato anche un più o meno piacevole ricordo. Dopo aver adempito all'igiene personale minima richiesta dalla comune convivenza, mettiamo ronzinante al galoppo, e costeggiando il fiordo per una mezz'ora raggiungiamo Fauske, cittadina famosa per delle cave di marmo e prima tappa della giornata. Facciamo colazione in una delle numerose stazioni di servizio e ci lanciamo alla scoperta della cittadina. Sarà che non è Hollywood, sarà che à domenica, ma anche qua ad accoglierci non troviamo il sindaco e la banda, ma il deserto; i posti pù frequentati sembrano essere le stazioni di servizio, a quanto pare veri e propri luoghi di ritrovo e fulcro della vita norvegese. E purtroppo capiremo che durante la domenica (speriamo sia solo la domenica) i popoli nordici amano la vita piuttosto tranquilla... Passeggiamo su e giù per la strada principale e per la piazza, e non trovando granché che attiri la nostra attenzione, ricominciamo l'avvicinamento al grande Nord. Prima di giungere a Bodo, principale centro del Nordland, facciamo una deviazione per assistere a quello che presentato come un imperdibile spettacolo della natura. Presso il piccolo centro di Saltstraumen l'alzarsi e l'abbassarsi delle maree crea dei vortici impressionanti, e la massa d'acqua penetra ribollendo in una stretta gola. Purtroppo non arriviamo durante il momento di massima “potenza”, ma in tempo per ammirare il fenomeno. Riempiti dallo spettacolo, torniamo in carreggiata verso Bodo, dove giungiamo nel primo pomeriggio. Anche qui, per mantenere la tradizione di popolo tranquillo, niente fuochi d'artificio al nostro arrivo. Poco importa: gambe in spalla, e fra balle di fieno rotolanti come nella miglior tradizione western scopriamo la città. La nostra avventura parte dal porticciolo turistico per poi addentrarsi verso il centro: dopo 2 minuti ci rendiamo conto di essere già nella piazza principale, ma soprattutto ci accorgiamo che, essendo domenica, è tutto chiuso... Nessun negozio, nessun ristorante, nessuno dei 3 o 4 centri commerciali è aperto, così dopo aver consumato un panino in riva al porto, ci dirigiamo verso la più isolata Boden Kirken, chiesetta anonima ma circondata da molto verde, e ci accomodiamo all'ombra di un albero per una classicissima pennichella. Riprese le forze torniamo verso il centro, ed essendo ormai ora tarda per cenare (in effetti sono appena passate le 18...) cerchiamo disperatamente una fonte di cibo: questo è chiuso, quello costa troppo, quell'altro è indicato sulle guide ma ormai non esiste più... Morale ci ritroviamo in un Kafè a consumare un pasto normalissimo, e ci rendiamo conto di quanto questa civiltà non sia avvezza ai turisti: è stata un'impresa trovare un menù in inglese (l'unico presente consiste in un cartone con un collage della traduzione dal norvegese della lista, usato da cuoco). Compiuta anche questa pratica ci gustiamo un cappuccio da asporto sul porto in attesa che sia ora di dirigerci al traghetto per le Lofoten (che partirà alle 00.45).

Pensiero della sera: la popolazione femminile autoctona ha una loquacità inversamente proporzionale alla bombolosità (intesa come insieme di aspetto, tonnellaggio e volume).

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