Dopo quest'ultima visita, ci mettiamo in moto nella nostra marcia di avvicinamento verso Nord; oggi non abbiamo grandi tappe in programma, ma solo chilometri da macinare per arrivare in serata ad Alta. La strada fra Tromso ed Alta effettivamente non offre granché di indimenticabile; una bella vista sui fiordi che si susseguono, alternata a paesaggi alpini quando ci si sposta più nell'entroterra e la strada inizia a salire (in realtà poche centinaia di metri, ma il paesaggio è da Passo Pordoi). Il contatto con la gente è veramente minimo, e limitato ai pochi e ridotti villaggi che si incontrano (dove non mancano però benzinaio e supermercato) o ai Sami (siamo infatti entrati nella Lapponia norvegese) che vendono pelli e corna di renna nelle piazzole lungo la strada. Se non altro oggi il tempo è clemente, e la pioggia ha lasciato posto addirittura a qualche spiraglio di sole.
Chilometro dopo chilometro arriviamo ad Alta, dove subito visitiamo il museo, rinomato per racchiudere un'enorme quantità di incisioni rupestri. Dopo la visita al museo, si è fatta ora di cena, così ci lanciamo nel centro della città. Prima di tutto è necessario trovare il centro (Alta si divide in due parti, una detta centro, e una detta Alta alta, che per noi fa effettivamente un po ridere...). Giungiamo in quello che è il centro, e troviamo la solita miriade di supermercati, centri commerciali e benzinai ad accoglierci, ma vista l'ora (addirittura le 20...) non molta gente in giro. Puntiamo dritti e decisi verso il posto prescelto per la cena, ma anche se ha dell'incredibile anche questa volta non esiste più. Il terrore traspare dagli occhi dell'affamato Luco, visto che ci rendiamo conto che la “città” (12000 abitanti, ma che a queste latitudini equivalgono a una metropoli) si sta sempre più fantasmizzando. L'unica scelta possibile è l'irreprensibile “Dolly Dimple's Pizza” (una sorta di supertarocco di Pizza Hut), dove l'equivalente di morbidi 44 euri ci mangiamo due pizze non di certo DOC ma che almeno ci sfamano. Riempita la pancia, proviamo a buttarci nella movida di Alta, ma ci rendiamo conto che non esiste, per cui ci mettiamo alla ricerca di uno spiazzo dove piantare la tenda, visto che finalmente il meteo oggi ce lo permette. Usciamo un poco dalla città e dopo qualche giro a vuoto ci sistemiamo su una collinetta con bella vista sul fiordo e terreno morbido, cosa chiedere di più...?
Domani gli ultimi 250 Km ci aspettano prima di approdare al Grande Nord.
1 commento:
cazzo me li sono letti tutti oggi, la scienza arranca!
magari potresti essere un po meno prolisso visto che a gudicare il numero di commenti non ti si fila nessuno!
cmq sono contento di sentire che ve la cavate! ma col budget come va? e soprattutto: il pensierino sulla loquacità della fauna locale mi ha lasciato perplesso! vuoi insinuare che è pieno di patate non bombolone che vi si filano un sacco?!?!?!!!
non fare che torni e racconti di serate roventi a scaldare gli algidi "cuori" delle pulzelle locali! non ci casco!!!!!
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