
Il risveglio procede un po' a rilento questa mattina, complice un materasso particolarmente comodo che proprio non vuole saperne di lasciarci alzare. Nonostante questo, riusciamo a metterci in marcia verso Inari, situata sull'omonimo lago, prima tappa della giornata. Il primo tratto di strada sembra conciliare il sonno, essendo totalmente dritto e con continui saliscendi, come a volerci cullare. Strenuamente però resistiamo alla tentazione di cadere nuovmente fra le braccia di Morfeo e giungiamo a destinazione. A Inari visitiamo il Siida Museum che racconta usi e costumi della vita Sami e delle difficoltà che sono costretti a superare passando la loro vita in queste terre piuttosto ostili. Dopo la visita del museo si è fatta l'ora di pranzo, così approfittiamo del ristorante all'interno del museo stesso per consumare il nostro lounas, una sorta di buffet che si usa a pranzo da queste parti. Nel posto scelto, oggi consiste in un buffet di insalate e pasta, e stufato di renna, il tutto accompagnato da acqua, caffè o succo di fragola...autoctono e niente male. Con la pancia piena, possiamo rimetterci in viaggio. Anche oggi abbiamo parecchi chilometri da percorrere, e ci troviamo di fronte un paesaggio totalmente diverso da quello a cui eravamo abituati nei giorni passati; montagne e fiordi lasciano spazio ad immense foreste di pini e abeti e a laghi che si perdono a vista d'occhio, mentre è sempre più facile trovare numerose renne che attraversano la strada nei luoghi più improbabili. Attraversando questi paesaggi, giungiamo prima ad Ivalo, dove facciamo scorta di cibo per la serata (ancora salmone, ormai Re incontrastato della nostra tavola) e da Ivalo in poi 160 Km di nulla (tranne le solite renne, sia chiaro...) fino a Sodankyla. Qua ci concediamo una piccola sosta per ammirare l'antica chiesa totalmente in legno, anch'essa unica superstite degli incendi successivi alla Seconda Guerra mondiale, e una pittoresca statua raffigurante, guarda un po', una renna intenta in un deciso corpo a corpo con un uomo Sami. Decisamente folkloristica.
Siccome è ancora abbastanza presto, decidiamo di arrivare questa sera a Rovaniemi, di visitarla domani in mattinata e di ripartire poi verso la Svezia. Nella nostra marcia di avvicinamento c'è tempo per una sosta per la merenda (il chilo di marmellata inizia lentamente a diminuire,,,) e per una sosta ad una piccola festa/mercato Sami, una sorta di Festa dell'Unità lappone, con salmone invece che salamelle ma con la stessa atmosfera.
Rovaniemi ci accoglie un po' desolatamente in questa serata di domenica. Probabilmente i giovani sono tutti a casa a riprendersi dopo i bagordi del weekend, così passeggiando per le vie del centro non c'è certo da sgomitare. Visto che siamo arrivati in città, decidiamo di conservare il re della tavola per domani, e ceniamo in un pub consigliato dalla nostra quasi infallibile guida, dove ci sfamiamo ancora con dell'ottima renna, ben migliore di quella del pranzo, e con sottofondo dal vivo di un terribile karaoke finlandese. Dopo cena riproviamo a fare quattro passi per il centro (anche perché dopo buona parte della giornata passata in macchina le gambe hanno bisogno di muoversi), ma la situazione non è molto migliorata rispetto a qualche ora prima. Dopo un paio di “vasche” salutiamo la città fino a domattina, e iniziamo la ricerca di un posto dove piazzare la tenda. Purtroppo nei dintorni di Rovaniemi non è così facile trovare uno spazio fra i fitti boschi, così dobbiamo fare qualche deviazione a vuoto prima di trovare l'angolino giusto. E anche oggi cala il sipario.
Pensiero del giorno: il famoso trattato della Seconda Guerra Mondiale venne firmato a Yalta (Unione Sovietica), non ad Alta (Norvegia) come mi ero convinto da qualche giorno. Beata ignoranza.
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