venerdì 25 luglio 2008

DAY 6, Mercoledì 23 luglio: Io so tutto sui gamberetti

La sistemazione notturna nella configurazione a due camere singole (uno nel baule e uno sul sedile anteriore) è assolutamente migliore che quella “matrimoniale” (entrambi nel bagagliaio), per cui si preferirà assolutamente anche per le notti successive. Partenza dai dintorni di Narvik e sosta al primo benzinaio per il meritato cappuccino della colazione; con la pancia piena e più soddisfatti possiamo partire per davvero. Visto che la E6 verso Tromso non presente nulla di entusiasmante, decidiamo di seguire un percorso un po' naif; all'altezza di Lavangen deviamo verso Finsness, punto di accesso dell'isola di Senja. A Finsness tappa cibo, ormai nel nostro fidato supermercato, dove oggi lo chef consiglia polpette di carne e polpette di pesce: aggiudicate. Raccogliamo qualche informazione sul percorso da seguire da una informatrice piuttosto alternativa ed iniziamo ad addentrarci sull'isola. Nostra meta è il villaggio di Gryllefjord, e per raggiungerlo dobbiamo attraversare tutti i 60 Km dell'isola. L'isola racchiude in se le caratteristiche sia delle Lofoten che delle Vesteralen: monti scoscesi che cadono a picco nei fiordi lasciano spazio a più o meno ampie vallate, o a ripide salite fra stretti tornanti immersi fra le nuvole. In mezzo a questo susseguirsi di paesaggi, prima di arrivare a destinazione sostiamo per il pranzo su uno dei numerosi tavolini sulle rive di un placido fiume (momento di poesia...), e con la pancia piena torniamo in marcia. Il villaggio di Grillefyord in se non ha molto da offire: una manciata di casette fra la montagna e il mare, bambini festosi che ci salutano sorridenti e forse stupiti di vedere facce nuove spingersi fin qui...ma i paesaggi attraversati per raggiungere questo angolo di mondo valgono senza dubbio la pena. Per il ritorno decidiamo di non fare la stessa strada, ma di costeggiare tutta la costa settentrionale dell'isola fino a Botnhamn, dove traghetteremo a Brensholmen e da cui raggiungeremo Tromso. Il tratto costiero dell'isola di Senja, complice anche qualche raggio di sole che ogni tanto fa capolino fra la nuvole piovose, regala degli scenari incredibili da pensare a queste latitudini: cielo di un azzurro impensabile dalle nostre parti che si riflette nei numerosi fiordi, colorandoli di un azzurro altrettanto intenso che fa pensare veramente di trovarsi in qualche atollo polinesiano. Meno male che la pioggia non smette di ricordarci dove ci troviamo in realtà. Unici tratti un po' inquietanti sono i tunnel che incontriamo su queste strade diroccate: sono parecchio grezzi e non uniformi, infatti ci sono rientranze, pietre sporgenti che invadono la carreggiata, il tutto in un ambiente cupo e inilluminabile (neppure con gli abbaglianti del nostro potente ronzinante). In mezzo a questi vari scenari raggiungiamo Botnhamn con un'ora di anticipo rispetto alla partenza del traghetto, così ne approfittiamo per passeggiare per il paesello (anche questo composto da quattro case, un supermercato e addirittura neanche un benzinaio...!!) prima di essere traghettati a Brenshjolmen. Da qui, ancora una cinquantina di Km ci separano da Tromso, tutti sotto un'incessante pioggia che ci fa ahimè anche oggi desistere dalla possibilità di piantare la tenda, visto che il terreno norvegese è ormai trasformato in una palude. Per raggiungere la città passiamo attraverso un nuovo tunnel che ci ha fatto rimanere strabiliati: oltre al fatto che finalmente sembrava di essere tornati nel mondo civilizzato, con tunnel uniformi e apparentemente sicuri, la cosa che ci ha lasciato senza parole è stata la presenza di rotonde all'interno del tunnel (sono troppo avanti questi norvegesi). Tromso è presentata come la più frizzante città del nord della Norvegia...peccato che tutta questa sua effervescenza sia dovuta alla presenza di un'importante sede universitaria, per cui a luglio inoltrato si presenta più come una Ferrarelle un po sgasata. Poco male, appena arrivati in città puntiamo dritto alla nostra prima scelta per la cena...ma il locale è deserto (nel vero senso della parola...locale aperto...ma nessuno di nessuno dentro, nemmeno il gestore!). Passiamo alla seconda scelta...ma all'indirizzo non troviamo un ristorante... Al terzo colpo riusciamo a trovare quello che cerchiamo, e ci rifocilliamo con un buon piatto di Bacalao, seguito da una badilata di gamberetti... Visto che notoriamente da queste parti i gamberetti si trovano con una discreta facilità, assumono un po il ruolo che da noi hanno le patatine... Al pub si ordina una pinta, e da stuzzicare una badilata di gamberetti. Noi volevamo sentirci molto autoctoni, ma siamo riusciti a stufarci di vedere gamberetti da quanti ne abbiamo mangiati... Con lo stomaco pieno, facciamo ancora quattro passi per le vie del centro, ma visto che iniziamo a sentirci come due particelle di sodio decidiamo di ritirarci e rimandare la visita a domani mattina.
Per la serata scegliamo un tranquillo angolino sulle colline della città, ed il nostro ormai fidato monolocale. Nei prossimi giorni ci aspettano gli ultimi 700 Km che ci separano dal grande Capo, e in mezzo le attrazioni non sono così abbondanti...

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