Pensiero della sera: perché tutti i ristoranti italiani incontrati fin'ora vantano fra le specialità, oltre alle immancabili pizza e pasta, anche il kebab...?
venerdì 25 luglio 2008
DAY 5, Martedì 22 luglio: Di nuovo coi piedi per terra
Pensiero della sera: perché tutti i ristoranti italiani incontrati fin'ora vantano fra le specialità, oltre alle immancabili pizza e pasta, anche il kebab...?
DAY 4, Lunedì 21 luglio: Via col vento.
Una volta a bordo ci sistemiamo come meglio possiamo, ed in un paio d'ore sbarchiamo a Moskenes, nella parte meridionale delle isole Lofoten. Rintronati come non mai (o forse come sempre...) cerchiamo un angolo dove concederci ancora un paio d'ore di sonno, prima di iniziare la giornata per davvero.
Al “risveglio” ci accoglie uno splendido sole, così non perdiamo tempo e ci dirigiamo subito verso il minuscolo villaggio di Å, costituito da una manciata di vecchie casette rosse dei pescatori di merluzzo, conservate come un tempo ed ora utilizzate come alloggi per turisti. Dopo aver passeggiato con tranquillità per le viuzze dei paesello, dove il tempo sembra veramente essersi fermato, ci rendiamo conto che uno dei due viggiatori (Luco per la precisione) è ancora fra le braccia di Morfeo così la successiva tappa ha lo scopo di svegliare la compagine, quindi colazione... Solo che in questi luoghi ameni non è conosciuto il caffè, quindi ci dobbiamo accontentare di un salutare succo d'arancia... Ritemprati anche nel corpo continuiamo la marcia che ci porterà a risalire le isole Lofoten da sud verso nord. Tutta la strada è un susseguirsi di scorci imperdibili che necessitano di essere immortalati, così la marcia procede lentamente fino a Reine dove ad attenderci c'è un vento che sembra d'essere a Trireste, e che ci accompagnerà fedelmente per tutta la giornata. Come per la maggior parte dei piccoli paesi delle Lofoten, anche a Reine la fibrillante vita di paese è concentrata tutta intorno al porto (con annesso l'immancabile benzinaio, ufficio postale, banca e contorni vari...). Il tempo di unirci alla fibrillazione e poi di nuovo on the road. Fra saliscendi continui e su strade contese fra i fiordi da una parte e da scosese pareti dall'altra, arriviamo a Sakrisoy dove si dice si nasconda un rinomato mercato del pesce....come non approfittarne...? Entriamo titubati, ma Luco non ha dubbi: oggi finalmente Moby Dick entrerà nel suo panino... E così è...usciamo con due freschi panini che consumiamo poco dopo ammirando il panorama sempre incantevole; Moby sembra non essere così male, e nonostante una sorta di “timore riverenziale” nei suoi confronti, si fa mangiare volentieri.
Fra continue soste per non perdere ogni angolo nascosto (splendida la spiaggia di Ramberg, fatta di spiaggia bianchissima e mare cristallino...come la Sardegna ma senza Briatore, senza yacht e con 20 gradi di meno...) ci addentriamo in un altro antico villaggio di pescatori di merluzzo, quello di Nosfjord, Qui la pesca è praticata tutt'ora, ed è incredibile vedere la quantità di baccalà accatastati ormai essiccati...quanto è incredibile immaginare l'odore che emanano... Il vento comincia a farsi insopportabile in questo paesino proteso verso il fiordo, così torniamo in marcia e con uno degli ormai usuali ponti ad arcata incredibilmente alta (chi mi sa dire perché vince un merluzzo...) approdiamo alla terza delle isole Lofoten, e alla cittadina di Leknes. Qui ci fermiamo non perché ci sia nulla di particolare ed imperdibile, ma piuttosto perché è l'ora della merenda. La città infatti vanta un miriade di supermercati e centri commerciali rispetto all'esiguo numero di abitanti (cominciamo a pensare che fare la spesa sia una delle maggiori attività di interesse e divertimento per i norvegesi), per cui ce ne andiamo il prima possibile, rituffandoci fra gli scenari da sogno che si affacciano lungo la strada costiera che ci porta a Stamsund. Sarà la stanchezza che ormai inizia a farsi sentire, oppure sarà che anche qui a parte il porto non è che la vita pulluli, ma la sosta è brevissima. Risalendo per tornare sulla strada principale ci imbattiamo in una bucolica spiaggietta antistante una piccola chiesa isolata...uno scenario di quelli che si pensa esistano solo nelle cartoline...
Ormai i morsi della fame iniziano a farsi sentire, così decidiamo appena possibile di deviare verso Henningsvaer (citata dalle guide come la “Venezia del Grande Nord”...con notevole eccesso di generosità) per cercare quello che fa al caso nostro. Purtroppo quello che fa al caso nostro non c'è, e l'unico ristorante della città ci sembra decisamente fuori portata. Poco male, perché ci basta proseguire per qualche chilometro verso Kabelvag dove un simpatico pub sulla piazza può fornirci quello che cerchiamo: un abbondante piatto di “seafood” come si deve, servito da un simpatico gestore. Molto bene, con la pancia piena è più facile ragionare, e visto il vento che continua a soffiare senza tregua decidiamo che stanotte non piantiamo i picchetti ma ci concediamo il lusso di un letto (e di una doccia, che, dopo 4 giorni, può anche starci...). Visto che Kabelvag è ormai il deserto, ci spingiamo fino a Svolvaer dove senza troppa fatica troviamo una sistemazione dignitosa (benché si trovi in un capannone all'interno del mercato del pesce e le folate di vento risuonino al suo interno...). Ne approfittiamo anche per farci la barba (dopo 4 giorni cominciava a essere fastidiosa), ma questo luogo non è ancora stato raggiunto dall'invenzione dello specchio, né in camera né in bagno; quindi ci arrangiamo come meglio possiamo e ci rasiamo alla cieca (sperimo in bene)... Una volta sistemati i bagagli e fatta la doccia, decidiamo di goderci il meritato riposo (finalmente in un letto serio) immersi nell'”aroma” di pesce della nostra sistemazione.
DAY 3, Domenica 20 luglio: E' un paese per vecchi
Pensiero della sera: la popolazione femminile autoctona ha una loquacità inversamente proporzionale alla bombolosità (intesa come insieme di aspetto, tonnellaggio e volume).
DAY 2, Sabato 19 lugio: Napapijri
Siccome l'ora di cena si avvicina (anche se per noi sarebbe l'ora della merenda), questa volta non ci facciamo cogliere impreparati ed iniziamo a guardarci in giro; peccato che le scelte non siano molte, visto che la strada che corre verso il grande Nord non ha molto da offrire fra le tappe principali, e la prossima è a 180 Km... Per fortuna ogni tanto si incontra qualche paesello (4 case di numero), ed in uno di questi ci fermiamo al Kafe (un po' l'equivalente dei nostri bar di paese, che qui servono anche pranzo e cena) a rifocillarci. Considerando la vita del luogo, siamo gli unici clienti, e per questa sera decidiamo di lanciarci su delle tipiche “Kjottkaker”, delle polpette con un nome ben più complicato accompagnate da patate, crema di piselli e immancabile marmellata...abbinamento opinabile. Pancia piena, e di nuovo in moto verso il Circolo Polare Artico. Ci si rende conto di esserci vicini perchè la vegetazione quasi d'improvviso scompare, e il fitto verde lascia spazio ad paesaggio quasi lunare, fino ad arrivare al tanto agoniato parallelo. Breve sosta per le foto di rito, e torniamo in carreggiata, con l'idea di iniziare a guardarci in giro alla ricerca di un giaciglio dove poter piantare la tenda. Nel frattempo proseguiamo verso Fauske, costeggiando lo Skjerstafjorden fra paesaggi bucolici; ci fermiamo in una ridente cittadina (Rognan) nella speranza di trovare un po' di vita, ma come al solito i paesi sono deserti... In compenso troviamo una superkitch sirenetta di legno posta su un palo in mezzo al porto (la famosissima sirenetta di Rognan). Dopo questo interessante episodio ci rimettiamo in marcia fino al raggiungimento di quello che ci può andare bene per la notte: ambiente tranquillo e rilassato, vista mare, libero subito. Aggiudicato.
DAY 1, Venerdì 18 luglio: Piove...senti come piove.
La prima tappa è a Stiklestad, anonimo villaggio che ospita la ricostruzione di un'importante battaglia per il popolo norvegese...un po' meno per noi, che non ci soffermiamo piu' di tanto...
Proseguiamo evitando la strada principale e addentrandoci alla ricerca di scenari che catturino la nostra attenzione, fino a giungere a Bòla, sulle rive del Lago Snasavatnet, dove si possono ammirare antiche incisioni rupestri risalenti a più di 5000 anni fà. E' ormai pomeriggio inoltrato, e i morsi della fame iniziano a fari sentire...così ci muniamo di moneta norvegese e ci prepariamo a saccheggiare il primo supermercato in cui ci imbattiamo. Il bottino è costituito da un bel tozzo di pane e dell'ottimo salmone, che ci aiutano a calmare il borbottio del nostro stomaco in attesa dell'ora di cena...che per i norvgesi è non dopo le 18...!! Essendo in questi orari più preparati all'Happy Hour che non alla minestra della nonna...cerchiamo di tirare tardi...col risultato che la cena viene consumata con un untissimo hamburger in un locale di terza categoria...appunto da tenere presente per i prossimi giorni...;-)
Dopo la cena ci rimettiamo in macchina, e proseguiamo ancora lungo la E6 fra noiosi saliscendi e paesaggi a tratti monotoni fino ai pressi di Mojenes, dove dopo 350 e più chilometri decidiamo di "accamparci" per la notte...Peccato che le condizioni climatiche ci abbiano permesso solo di trasformare il nostro ronzinante in un “comodo” loft... Tutto sommato però anche il buon lungo Luco è riuscito a sdraiarsi completamente, i miracoli della tecnoloia giapponese...E questo è solo l'inizio....
giovedì 26 giugno 2008
FIN LA'...? aNDIAmo...!!!
sabato 10 maggio 2008
Te l'ho detto...dovevamo girare là...guarda, sono sicuro...!!

Per evitare di dover sentire troppe volte questa frase, oggi sono stati impiegati ben 7,10€ (che però non vanno ancora ad intaccare il cospicuo budget di 36€ al giorno...) per una dettagliatissima Carta Stradale Michelin della Norvegia.
Il solo problema è che la superficie della cartina è superiore allo spazio disponibile in macchina, per cui la consultazione potrebbe essere leggermente problematica...
Ma niente paura...
Iscriviti a:
Post (Atom)
