Trondheim Airport, ore 6 di mattina. Così come tutto era iniziato, con una levataccia in piena notte per la partenza, ora sta volgendo al termine, con una notte insonne sulle scomode poltrone in pelle umana dell'aeroporto di Trondheim, due settimane 4734 Km dopo. Nel mezzo, il compimento della nostra “Road 2 NorthWay” che ci ha portato ad ammirare lo spettacolo della “nebbia di mezzanotte” fin su a Nordkapp, dove oltre non si può andare, attraversando gli aspri fiordi della Norvegia, le selvagge isole Lofoten, passando il Circolo Polare Artico e la quasi desertiche terre del nord, il tutto trasportati dal nostro fido ronzinante trasformato ben presto da semplice mezzo di locomozione a più o meno confortevole riparo per la notte o tinello e tavolo da pranzo, a seconda dei momenti della giornata. La Norvegia che ci ha prosciugato letteralmente, costringendoci ad incoronare ripetutamente Lui come incontrastato Re onnipresente sulla nostra tavola e a vagare ogni sera fra strade il più delle volte senza uscita alla ricerca di un posto dove poter piantare casa...ma un posto fico, mica un posto qualsiasi. E poi, una volta raggiunto il Capo, di nuovo giù, attraversando prima la verdeggiante Finlandia con i suoi chilometri di strade deserte e i suoi laghi e ritornando per un giorno bambini fra le braccia di Santa Claus, poi giù per l'amata Svezia, che ritroviamo solare così come l'avevamo lasciata quattro anni fa e dove si torna ad incontrare gente per strada nelle sue piccole ma animate cittadine, la Svezia dove scopriamo che il Re può essere degnamente sostituito da una bella grigliata in mezzo al bosco e la Svezia che anche questa volta abbandoniamo un po’ a malincuore. E infine il ritorno dal via, e la birra più buona del mondo che ci rinfresca la gola nel pub più rinomato di Norvegia fra i fiordi di Trondheim, il tutto in perfetto budget, come neanche il ragionier Fantozzi sarebbe stato capace di fare. E così cala il sipario, non su due settimane di peregrinare fra Nord e un po’ meno Nord, ma su un viaggio nato quasi per scherzo senza crederci in un pomeriggio di poco studio e durato forse più di quattro anni tanto se ne è parlato…discusso...progettato...rimandato...sognato, che alla fine siamo riusciti a realizzare come volevamo. E ora ? Avanti il prossimo...
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