venerdì 1 agosto 2008

DAY 13, Mercoledì 30 luglio: Assalto al potere

Nonostante i “bagordi” della sera precedente la sveglia suona senza ritardo nel bucolico angolo che ci siamo ritagliati per la notte. Solite pratiche di smontaggio e ci si può mettere in macchina. Usciamo attraversand una strada neanche asfaltata dal desolato paese dove siamo finiti e ci rimettiamo in carreggiata; anche oggi chilometri da percorrere almeno per la parte iniziale in mezzo al quasi nulla. Ci concediamo una breve tappa non molto dopo la partenza nell'irreprensibile borgo di Dorotea, consumando la colazione di oggi romanticamente in riva al lago (peccato che siamo sempre io e Luco...). Di nuovo on the road, senza intoppi raggiungiamo per l'ora di pranzo Östersund, cittadina che sorge sulle rive del placido lago Storsjön. Appena arrivati ci rendiamo conto di essere capitati in una città viva ! Le vie del centro pullulano di gente (ma gli svedesi quando lavorando ?!?) e così ci mischiamo a questo andirivieni fra le vie del centro. Fra un avanti e un indietro facciamo tappa per il pranzo e poi ci spostiamo alla periferia della città per visitare il villaggio di Jamtli; si tratta di un antico villaggio dove è possibile gironzolare fra le riproduzioni delle varie attività di un tempo, fra vecchie case e attori in costumi dell'epoca. Questa volta alziamo notevolmente l'età media dei presenti, ma nonostante questo il tutto è piuttosto piacevole. Riempiti anche oggi della nostra dose quotidiana di cultura, torniamo verso la città, ed inizio ad informarci per cercare un giaciglio per la notte (oggi infatti è il giorno designato per la pulizia personale). Gironzolando fra le isole su cui si sviluppa la città giungiamo all'ostello indicato dalla nostra fidata Routard, ma ahinoi non c'è anima viva ad accoglierci. Con le pive nel sacco facciamo dietrofront, e ci fermiamo in un campeggio sulle rive del lago; niente cuscino e materasso ma almeno una doccia calda è garantita. Dopo aver montato casa ritorniamo in città, e continuiamo a passeggiare mischiandoci fra la folla fra le vie del centro e il piccolo porticciolo. Nonostante la sua vivacità, la città non ha particolari punti di interesse, così dopo aver fatto provviste per la serata possiamo tornare al campeggio. Qui ci concediamo la tanta sospirata doccia prima di “metterci a tavola”. Questa sera decidiamo di ribellarci almeno in parte al Re incontrastato delle nostre cene, affiancandogli del principesco tonno in scatola annegato in olio di oliva, il tutto innaffiato da una sopraffina birra Falcon (rigorosamente in lattina). A parte orde selvagge di bambini urlanti il campeggio non offre molte distrazioni: niente vecchi che giocano a scopa a cui lanciare la sfida, niente latino-americano con cui scendere in pista, nessuno con cui socializzare. Così decidiamo di buttarci nella movida di Ostersund; non appena arriviamo in centro ci accorgiamo di essere nel bel mezzo di una festa: infatti da domani pare che inizi un mega festival, ma chiaramente i festeggiamenti iniziano prima... Ci lanciamo tra la folla a fare qualche vasca lungo il porticciolo e incappiamo in una serie di locali allestiti per l'occasione in cui giovani e meno giovani si divertono cantando, ballando, mangiando e bevendo naturalmente, il tutto sotto l'occhio vigile delle forze dell'ordine e fiancheggiati da una serie di taxi pronti a portare a casa chi avesse alzato troppo il gomito (sempre una spanna avanti questi svedesi)... Ritemprati nell'animo nel vedere finalmente una città viva che si diverte, dopo qualche vasca ci ritiriamo nella nostra “tenuta” per riposare le membra...

Riflessione del giorno: la stragrande maggioranza delle pulzelle svedesi è degna di nota, ma quelle che sembrano avere la nostra età o sono in dolce attesa o sono già mamme... Come si fa? Si punta sui vivai o si deve abbassare la soglia (seppur alta)?

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